Banner Closing the Loop

TAVOLO I

REMADE IN ITALY

Eco-design nel settore arredo: come favorire la durabilità, riusabilità e riciclabilità dei materiali


CRITICITÀ E OSTACOLI

1.    Difficoltà nel comprendere a fondo il significato di eco-design 
2.    Mancanza di un network stabile tra i principali attori del sistema Regione
3.    Difficolta di dialogo tra mondo della ricerca e mondo dell’imprenditoria. 
4.    Mancanza di strumenti che possano favorire l’approccio circolare
5.    Mancanza di logiche economiche sostenibili
6.    Mancanza di informazione, formazione e conoscenza
7.    Ostacoli normativi alla diffusione dei materiali da riciclo: mancanza di incentivi per le aziende/imprese che producono in un’ottica di economia circolare; difficile applicazione di criteri “green” in ambito appalti pubblici. 


SOLUZIONI E OPPORTUNITÀ

1.    Ripensare la progettazione dei prodotti di arredo in un’ottica eco-sostenibile, favorendo un approccio metodologico improntato alla LCA (Life Cycle Assessment);
2.    Favorire l’incontro ed il dialogo tra i principali attori (Istituzioni, Accademia ed imprese) attraverso la creazione di tavoli di lavoro permanente che possano indirizzare le politiche regionali e i bandi di finanziamento in tema di economia circolare;
3.    Favorire l’incontro ed il networking tra imprese e mondo accademico (compresi gli spin off universitari), facilitando il trasferimento conoscenze ed il know-how tecnologico;
4.    Incentivare la ricerca al fine di individuare soluzioni utili alla riduzione dei costi di trasformazione dei materiali di scarto, favorendo  altresì l’incontro di settori imprenditoriali distinti che possano pertanto lavorare in un’ottica circolare;  
5.    Definizione di bandi regionali utili alla creazione di piattaforme e start up con l’obiettivo di aggregare e commercializzare prodotti ispirati all’upcycling, e/o realizzati con materiali ecosostenibili e/o di scarto,
6.    Rafforzare il ruolo della Pubblica Amministrazione, in particolare delle Camere di Commercio, nella promozione di servizi formativi personalizzati. 

KEYWORDS: 

Life Cycle Assessment | Integrazione prodotto/processo | Approvvigionamento intelligente | “Circolarità” e messa a sistema degli attori interessati | Formazione, informazione e conoscenza | Marketing e commercializzazione del prodotto incentrati sulla domanda esperienziale  | Incentivi normativi ed Appalti verdi  


TAVOLO II

INDUSTRIAL SYMBIOSIS

Sostenibilità aziendale attraverso approcci di simbiosi industriale

CRITICITÀ E OSTACOLI

1.    Difficoltà nella definizione di una mappatura esaustiva dei sottoprodotti/scarti 
2.    Migliorare la logistica produttiva e ridurre i costi di trasporto delle materie prime-seconde.
3.    Catena del valore non fluida: alta percentuale di differenziazione vs poca capacità di riuso. 
4.    Il passaggio da scarto a semilavorato richiede costi di investimento elevati che abbassano la convenienza per le imprese stesse: conviene riciclare senza riutilizzare. 
5.    Ostacoli normativi alla diffusione dei materiali da riciclo: nei capitolati mancano chiari riferimenti o obblighi per l’uso di materiali da riciclo, nonostante l’obiettivo della normativa europea. 
6.    Mancanza di incentivi adeguati per sostenere l’utilizzo di materiali da riciclo, oltre che la ricerca e lo sviluppo di nuove soluzioni
7.    Difficoltà di una messa a sistema della multidisciplinarità come requisito base per progettare sistemi di simbiosi industriale.
8.    Difficolta di dialogo tra mondo della ricerca e sistema economico (imprese). 

SOLUZIONI E OPPORTUNITÀ
1.    Definire nuovi modelli relazionali (cosa serve a cosa?)  identificando mappe relazionali dei singoli sottoprodotti rispetto alle singole task di processo. 
2.    Creare un meccanismo di incentivazione per avviare percorsi innovativi di economia circolare tra imprese, sostenendo un mercato intermedio per la “rigenerazione” di prodotti usati e/o di “scarti industriali)
3.    Introdurre incentivi economici facilitino il matching tra domanda ed offerta: Il “costo” sostenuto per lo smaltimento deve essere più alto rispetto al “costo” sostenuto per la trasformazione dello scarto in semilavorato. 
4.    Ripensare la progettazione dei prodotti e processi produttivi (ecodesign)
5.    Attivare modelli di sharing economy industriale: (i) Possibile condivisione di utility e infrastrutture per l’utilizzo e la gestione di risorse (vapore, energia, acqua e reflui); (ii) attivazione di forniture congiunte di servizi connessi alla sicurezza, all’igiene, ai trasporti e alla gestione dei rifiuti; 
9.    Potenziare le piattaforme informatiche interregionali per lo sviluppo del mercato delle materie prime seconde
10.    Rafforzare maggiormente il ruolo della Pubblica Amministrazione

KEY WORDS: 
Ecodesign | Economia circolare | Simbiosi Industriale | Sharig Economy | Mappe relazionli | Riuso e rigenerazione | materie prime/seconde.

 

TAVOLO III

CIRCULAR AGRIFOOD

Spreco Alimentare, economia circolare e bioeconomia: dal problema alla soluzione

CRITICITÀ E OSTACOLI
1.    Il mondo si confronta con “megatrend”: es. trend demografico in crescita (la popolazione mondiale è destinata a crescere nei prossimi 30-50 anni di almeno altri due miliardi di persone). Tale trend andrà ad esasperare le criticità già esistenti. 
2.    La crescita economica, soprattutto nei paesi a reddito medio basso, porterà all’esplosione della domanda di cibo e beni manufatti nei prossimi anni.
3.    Uso eccessivo di alcuni materiali accompagnato a scarsa capacità di riutilizzo. Ciò potrà portare, anche in tempi brevi, alla scomparsa dal nostro pianeta di una serie di elementi (che potrebbero essere fino ad una trentina di elementi della tavola periodica) oggi fondamentali nella produzione.

SOLUZIONI ED OPPORTUNITÀ DI SVILUPPO

1.    Puntare sulla valorizzazione degli scarti: le bioraffinerie di seconda generazione rappresentano il modo migliore per valorizzare gli scarti alimentari non evitabili. (Ad esempio, tramite il riutilizzo della buccia degli agrumi. Studi sperimentali hanno dimostrato che è possibile valorizzare le bucce degli agrumi ed ottenere prodotti chimici e biomateriali oppure impiegare gli scarti degli agrumi per realizzare tessuti di alta qualità).
2.    Ridurre gli scarti alimentari a livello familiare: può essere ottenuto capendo e correggendo il comportamento di tutti i membri di una famiglia.
3.    Organizzare campagne di sensibilizzazione e informazione nelle scuole e verso i cittadini.
4.    Sostenere attività di networking, collegando con maggiore solidità il settore agricolo all’agroindustria.
5.    Rilanciare il ruolo del cluster agro-food per promuovere l’interazione tra stakeholder lungo tutta la filiera dell’agroalimentare.

KEY WORDS: 
Food waste | Economia circolare | Bioeconomia | nuovi modelli di produzione e consumo | nuove generazioni | sostenibilità.


TAVOLO IV

DE e RE-MANUFACTURING 

Riutilizzo e riciclo di materiale composito termoplstico e termoindurente per i settori automotive, nautico, eolico, ereospaziale

CRITICITÀ E OSTACOLI
1.    Difficoltà nel riciclare e recuperare il materiale composito termoindurente non riconvertibile e il materiale composito in fibra di carbonio: per il primo tipo di materiale di difficile convertibilità, diventa difficile ottenere un pieno recupero e riciclo; il secondo materiale (in fibra di carbonio) possiede componenti metallici e vernici difficili da disassemblare e quindi da riciclare. 
2.    Elevato costo della tecnologia: le tecnologie adottate per il riciclo dei materiali compositi hanno costi molto elevati e spesso inaccessibili alle PMI del territorio, le quali non riescono a sostenere economicamente le progettualità.
3.    Gap tra mondo aziendale e mondo della ricerca: assenza di un collegamento tra gli studi teorici sul tema de e re-manufacturing per il materiale composito e l’effettiva applicazione degli studi in azienda. Spesso le attività di ricerca e sviluppo sviluppate in ambito universitario sulle tecnologie di riciclo si fermano ad un livello teorico e non trovano una concreta applicazione a livello industriale. Questo rende difficile capire come la tecnologia identificata e selezionata per il riciclo del materiale possa essere concretamente applicata tra le imprese del territorio. Da qui la necessità di implementare lo sviluppo degli studi dal punto di vista pratico. 

SOLUZIONI ED OPPORTUNITÀ DI SVILUPPO
1.    Realizzare un impianto ad hoc per lo smaltimento dei materiali compositi mettendolo a sistema con impianti già esistenti.
2.    Implementare e migliorare a livello regionale il processo di raccolta differenziata del materiale composito, rafforzando la cultura della raccolta differenziata tra le imprese. In quest’ottica, si riconosce l’importanza del ruolo del Cluster come soggetto capace di sensibilizzare maggiormente le aziende sul tema del riciclo. 
3.    Implementare le iniziative europee, nazionali e regionali già esistenti garantendo sinergie tra gli attori coinvolti sul tema del de e re-manufacturing e presentare un Business Plan dettagliato per aprire futuri finanziamenti.
4.    Stabilire una simbiosi a livello regionale tra le imprese per creare massa critica sul de e re-manufacturing e dar vita a collaborazioni con altre Regioni che propongono già delle best practices sul tema.

KEY WORDS: 
GREEN manufacturing | riciclo | riuso | materiale composito | disassemblaggio | progettualità | sostenibilità | economia circolare.

Closing The Loop 1Closing The Loop 2Closing The Loop 3Closing The Loop 4